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domenica 22 febbraio 2015

Fast-food fa diminuire la capacità di essere felici

Si sa da tempo che il cibo dei fast food non fa particolarmente bene alla salute, ma secondo una ricerca dell’Università di Toronto, abitare vicino ad un fast food farebbe diminuire la capacità di essere felici.
La ricerca (intitolata “Troppo impazienti per annusare le rose” dai suoi autori) ha riscontrato che abitare in zone ad alta densità di fast food avrebbe effetti significativi sulla capacità di assaporare le cose: non si tratta di un effetto “chimico-alimentare”, ma psicologico, legato a quella che gli autori chiamano “cultura dell’impazienza”.

In uno degli esperimenti è stato riscontrato che chi abitava in zone ricche di fast foodapprezzava meno foto di panorami naturali, e in un altro esperimento è stata riscontrata una minore capacità di apprezzare una melodia piacevole.

I ricercatori lanciano l’allarme: l’impazienza, di cui i fast food sono il simbolo pervasivo, impedisce di assaporare le cose e produce effetti negativi su come viviamo eventi potenzialmente piacevoli.

Wurstel agli orsetti gommosi



Anche se il nome dell’azienda, Grundhofer’s Old Fashioned Meats, farebbe pensare una stretta aderenza a tradizioni e ricette antiche, il loro catalogo comprende una serie di wurstel dai gusti decisamente insoliti: alle more, al bloody mary, ma soprattutto agli orsetti gommosi.
Il tutto è nato per uno scherzo che alcuni amici hanno fatto al titolare Spencer Grundhofer: gli hanno fatto una lista delle aromatizzazioni che avrebbero voluto per i wurstel, e hanno messo nella lista anche gli orsetti gommosi, per prenderlo in giro.
All’inizio Spencer ha rifiutato l’idea, ma lo scherzo è andato avanti con la complicità di amici di amici, che quasi tutti i giorni andavano a chiedere se fossero arrivati i wurstel agli orsetti gommosi.
Alla fine Spencer ha veramente fatto i wurstel, come “vendetta” nei confronti di Joe Berglund, che aveva organizzato lo scherzo, intimandogli: “Li ho fatti. Adesso li mangi.”
Quello che forse non si aspettava nessuno dei due, però, è che questi wurstel fossero effettivamente buoni. E da allora Spencer ha dovuto tenerli fissi nel menu.

giovedì 19 febbraio 2015

Un agricoltore mette mutandine sulle pesche

Un agricoltore cinese sta avendo un grandissimo successo commerciale grazie ad un’idea decisamente geniale. Da qualche tempo, infatti, vende le pesche con addosso delle microscopiche mutandine, cosa che le fa somigliare a tanti sederi femminili.
Yao Yuan, questo il nome dell’uomo, racconta che prima la vendita di frutta della sua azienda era ad un minimo storico, ed era disperatamente alla ricerca di un’idea per uscire dalla crisi.


Beh, pesche e sederi di donna si somigliano, quindi mi sono detto: perché no? Non l’ho visto fare a nessun altro”, spiega Yuan. E l’idea ha funzionato. “Ora non ce la faccio nemmeno a coltivare abbastanza pesche”, nonostante il prezzo sia tutt’altro che economico: circa 70 euro per una confezione da 9 pesche.
Certamente, confezionare le pesche in questo modo è decisamente più impegnativo, dato che vanno vestite una ad una, e le mutandine hanno un certo costo: “Quelli che ci forniscono le mutandine le producono per alcuni dei più grandi fashion designer al mondo. Non c’è decisamente niente di poco curato”.  L’azienda fa anche confezioni su misura, e il titolare racconta che una volta gli è stato chiesto di preparare una confezione con le pesche vestite in lattice e dotate di frustino.
A spingere le vendite in questi ultimi giorni anche il fatto che in Cina domenica si celebrava la festa di Qixi, l’equivalente del nostro San Valentino e le pesche si propongono come regalo ideale: “Sono dolci, saporite, sexy e divertenti. Sono il regalo perfetto”, spiega Yao.

Cibi più disgustosi al mondo

L’hongeo, un piatto tipico sudcoreano, è spesso inserito nella lista dei cibi più disgustosi al mondo, tanto che anche coloro ai quali piace provare piatti nuovi e non si fermano quasi di fronte a niente spesso esitano di fronte all’hongeo.
Quello che rende l’hongeo tanto particolare è che si tratta di un pesce fermentato, cioè fondamentalmente lasciato “invecchiare” all’interno di un apposito frigorifero (che rallenta la putrefazione ma non la ferma) per tempi fino ad un mese.

Quando il pesce inizia ad avere il tipico odore, che somiglia molto a quello di un bagno pubblico, allora è pronto per essere affettato e servito crudo. Il fatto che l’odore ricordi quello di un bagno non è un caso, perché l’hongeo si fa con le razze, che come i pescecani non hanno vescica o reni, ma semplicemente trasudano gli “scarti” attraverso la pelle. Ecco perché in tutti gli altri casi la carne di questi animali si mangia di solito molto fresca, proprio per evitare il tipo di fermentazione che invece è ricercata nell’hongeo.
Il piatto sembra sia nato quando non c’erano tecniche per refrigerare il pesce, e probabilmente qualcuno si è accorto che la carne della razza, pur acquistando un odore non esattamente appetitoso, non andava a male come quella degli altri pesci, e chiaramente questo ne ha spinto la diffusione.
L’hongeo è ancora oggi un piatto decisamente apprezzato: sembra che in Corea del Sud ne vengano consumate ben 11.000 tonnellate all’anno.

martedì 17 febbraio 2015

Il Revani,The Revani




The origins of this cake are uncertain. Nevertheless the Revani has become a typical dessert in Greece, where it is cooked for the holiday, in Turkey and in general throughout the Middle East. The secret of this cake "spongy" is the flour of durum wheat used to make precisely the semolina. And of course the syrup that is poured on the cake to give it more softness and to give her that sweetness that characterizes it. As I said there are several variants, not as much dough as in the syrup. Some use the lemon juice while others prefer the peel. On the gaskets to be added over the cake, the debate is open: many add dried coconut, other pieces of hazelnuts, others pistachios and almonds. The truth is that all versions are good and tasty. Another quality of revani is that thanks to the syrup that is literally cast above, this cake is kept fresh for a long time, a lot more of our classic cakes paradise just as an example. But now it is better that the stop bore and steps to the recipe. Prepare it, you will not regret ....
The ingredients:
130 grams of white flour
160 grams of flour, durum wheat semolina
1 package yeast
1 teaspoon vanilla extract
3 tablespoons sugar
1/2 cup oil
3 eggs

For the syrup:
750 ml of water
350 grams of sugar
3 tablespoons lemon

Preparation:
Pass the flour through a sieve and mix it with that of durum wheat semolina. In a separate bowl the yolks from the whites and assembled them together with sugar. Then gradually add all other ingredients. Always use the whisk to mix the other ingredients. Preheat the oven to 200 degrees. Add the mixture into a baking pan pass with a little 'oil and bake. Keep it in the oven for 35-40 minutes. Meanwhile, prepare the syrup. Boil the water with sugar and then let the syrup under the flame for about 15-18 minutes. When the cake is cool, pour the syrup. The cake in the end will have to be spongy and the presence of the syrup must feel. Serve accompanying it with chopped hazelnuts or coconut. Bon Appetite.

Seppie con i piselli al curry



Quando si parla di curry non si può non parlare di India. Per loro il curry è quasi una religione e attenzione: guai a usare le polveri già pronte. Per loro è come un insulto. Come se un italiano comprasse gli spaghetti precotti e la salsa già pronta. Una bestemmia, insomma. Questa ricetta non fa altro che abbinare le seppie e i piselli, tradizionale piatto anche della cucina italiana, con il curry stile India. Ovvero utilizzando la curcuma, il cumino, il peperoncino e un po' di aglio. Questo modo di cucinare lo potete adattare anche ai calamari o al polpo. Vedrete che vi piacerà: basta soltanto amare un po' le spezie e non essere troppo spaventati dal piccante. Buon appetito!

Gli ingredienti: 
1 kg di seppie congelate o fresche già pulite
1 scatola di piselli
1 cucchiaino di curcuma
1/2 cucchiaino di peperoncino
1/2 cucchiaino di cumino
1 pizzico di sale e pepe
3 spicchi di aglio
1 cipolla tagliata fine
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
1/2 tazza di salsa di pomodoro

La preparazione:
In una padella capiente rosolate la cipolla nell'olio. Poi aggiungete gli spicchi d'aglio, il cumino, la curcuma e il peperoncino. Una volta amalgamato tutto, buttate le seppie, salatele, pepatele e da ultimo il concentrato e la salsa di pomodoro. Allungate con un po' d'acqua e lasciate cuocere. Quando le seppie saranno belle tenere, mettete i piselli e finite di cuocere per altri cinque minuti. E voilà!!!!

*La speziatura di questo piatto unita alla piccantezza non si abbina bene con nessun vino. Almeno io ve lo sconsiglio. Meglio una bella birra chiara tipo una pale ale in grado con la sua frizzantezza di pulire la bocca dagli eccessi aromatici del piatto.